Quale sarebbe l’impellente necessità avvertita dalla Nostra di scendere, quotidianamente, nelle miniere della sua anima irrequieta se non quella di carpire un rumore, una voce, un suono, un frammento di cielo o una stella cadente nel tentativo di comporre il puzzle della vita? Quale sarebbe il fine ultimo se non quello di capire la funzione salvifica e la logica vitale della poesia stessa? Dalla prefazione di Michele Sarrica