DALLA FANTASIA ALL'UTOPIA Questione di mentalità

 

Scrittore, Poeta, Autore, Saggista...

chi di noi, che ama la scrittura in tutte le sue forme e sfumature, non ha mai sognato di essere famoso, di essere cosiderato un personaggio pubblico, riconoscibilissimo, con diverse pubblicazioni al suo attivo edite dai più grandi editori ed esposte nelle migliori vetrine del mondo? Chi non ha mai scritto un verso, una frase, un raccontino con la speranza di essere letto, apprezzato, osannato e magari attenzionato per il Nobel?  No, per favore, smettiamola con la falsa modestia! Con l'umiltà che umilia persino i sognatori! Smettiamola con l'ipocrisia! Siamo uomini, svolgiamo un'attività artistica e ne dobbiamo essere fieri, orgogliosi, senza spocchosità o strombazzamenti narcisistici inutili e controproducenti. 

Non doliamoci nel pensare che siamo bravini, anche se abbiamo moltissima strada da fare per esserlo davvero, poiché se quando scriviamo non abbiamo in mente anche di questi sogni di grandezza, allora noi non siamo destinati nemmeno a essere esposti nell'unica vetrinetta di libri esistente nel nostro amato paese. Se noi quando scriviamo non lo facciamo con struggente passione proprio come se quell'ultima opera fosse la nostra utima occasione, l'unica fonte creativa per farci partecipare all'unica prova da cui dipende il vostro premio Nobel, allora, noi, cari amici, non siamo destinati nemmeno a vincere il premietto che si svolge nel paese limitrofo al nostro. Scusate la franchezza! 

Oggi, carissimi amici,  siamo tutti bravi, tutti siamo belli, siamo tutti buoni, ma per essere almeno notati, oggi bisogna essere dei geni, bisogna scrivere e pensare come lo farebbero i veri geni della scrittura. Solo in questo caso possiamo sperare di essere considerati bravi! Solo così possiamo sperare che grazie alla fantasia e alla volontà abbiamo sfondato la barriera dell'utopia per andare dove il nostro cuore desidera approdare, fra le mani di un lettore che si addormenta dopo aver letto fino all'utima pagina di un nostro bellissimo libro. Forza, allora, riprendiamo da capo ciò che ci sembrava concluso! Ne vale la pena! Vediamo insieme quanta strada avevamo dimenticato di percorrere! Buon proseguimento!