La poesia moderna (Breve disamina)

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     La poesia moderna, dal verso libero, dovrebbe risultare armoniosa e varia e per risultare accattivante e interessante dovrebbe possedere una sua musicalità personalizzata, magari avente al suo interno dei suoni disarmonici, come si trattasse di normali escursioni nel barocchismo liturgico o nel disadorno prosaico di una marcia militare.

Il tutto dovrebbe avere come matrice una tastiera di sensazioni emotive variegata, spesso comprensibile e limpida e talvolta opacizzata, mimetizzata con stilemi originali e immagini che richiamino l'ermetismo e la prosa poetica di sapore Gozzaniano. Da non disdegnare qualche spruzzata di metafora azzardata, d'immagini surreali inconsuete e versi musicali, come si trattasse di un'opera di Bach trascritta e arrangiata da Chopin o da Puccini.

Nella poesia moderna dovrebbe aleggiare anche il virtuosismo linguistico-musicale confacente agli svolazzi pseudo-melodici, spesso dissonanti o inconsueti, che appartengono al jazz, al solista che divaga sul tema originale per inoltrarsi verso sentieri impervi e sconosciuti, accattivanti e trascinanti e, soprattutto, poco prevedibili.

Non dimentichiamo, però, che la più grande delle sue virtù rimane la semplicità, (da non confondersi con la banalità, la retorica e il pietismo), dote ritenuta pilastro fondante della poesia e, credo, di ogni arte.