DOVE VANNO A MORIRE GLI AQUILONI?

      Non è difficile immaginare un aquilone strappato dal vento né lo stato d'animo del bambino che lo reggeva legato al suo dito. Provaci! Se riesci a salire sulle sue ali di carta colorata, vedrai che l'orizzonte a volte somiglia al cortile dove lasciasti il cuore di bambino. Altre volte sembra la tua piazza, la stessa dove le stelle s'incontravano per caso e sedute attorno al tavolo di un bar discutevano di luce e di sospiri con gl'ignoti sognatori senza meta, gli stessi profanatori dell'infinito che tentano ancora di capire i suoi misteri. Su questi argomenti si sofferma ancora il sole e sta in silenzio ad ammirare la terra, questo piccolo puntino che gli ronza attorno. Ama ascoltare il dibattito tra il signor possibile e la sua amica impossibile, tra verità e ignoranza, perché mai nessuno ha lasciato un libro guida di geografia universale per svelare a tutti cosa si nasconde dietro questo immenso luna park che noi chiamiamo cielo.   

Lo so che non è facile rimanere sopra la prima nuvola che passa e ancorare il tuo aquilone rosso e blu al suo dito di panna. Lo so che non è facile svolazzare dove ti porta il sogno, perché i sogni spesso svaniscono all’alba, come le stelle. Però tu provaci! Anche i sognatori svaniscono ai primi albori del  giorno appena desto. Ma non è detto che non vivano sognando! Alcuni trascorrono la notte a meditare sul tempo e sulla luce, sulla materia che riempie l'universo o sull'amore che illumina il pensiero d'ogni essere vivente. Sai, non è difficile cavalcare le comete e immaginarsi immortali, don Chisciotte che se ne va a zonzo tra gli spazi siderali a dorso di un somaro bianco creduto unicorno ultimo modello. Credimi, non è difficile addormentarsi dentro un sogno e andare alla deriva dell'Universo o alla conquista del cuore di una dea. Provaci! Intanto io continuo a domandarmi dove vanno a morire gli aquiloni. Legato al dito ho il filo dell'aquilone che questa notte mi ha portato sulla criniera della cometa di transito, in servizio tra la terra e l'infinito, tra gli uomini e il futuro. Mi sono legato al dito questo risveglio e verso sera sono ripartito per il solito viaggio senza meta.

Mia madre si sporgeva dal balconcino per salutarmi con la mano, fino all'ultimo istante in cui rimaneva un po' di me in quel suo teatro. Rimaneva lì fino a quando sparivo dal suo orizzonte. Non immaginava che quel puntino in fondo alla strada non fossi più io, il suo piccolo bambino che col suo aquilone colorato tornava dalla notte dei sogni per andare vervo un altro giorno di cartapesta.

Il vento calava all'improvviso e io, col cuore tra le stelle, spegnevo la luce prima di volare.