NOSTALGIA

'A cunculìna. (Il braciere)

     Ci sono momenti in cui ci sentiamo vittime della nostalgia "canaglia". E così cominciamo a sfogliare i nostri ricordi dolorosi o piacevoli, come a voler suggere qualcosa che rigeneri la memoria per farci ridivere con più consapevolezza quel tempo ormai "consumato".

Spesso ci rendiamo conto che molti particolari vengono alla mente soltanto nel sentire pronunciare una parola o nel leggerla, com'è successo a me questa sera, che degli amici, nei loro commenti, hanno scritto la parola "cunculìna" (recipiente di rame che si riempiva di carbonella per riscaldarsi nelle sere invernali quando non esistevano riscaldamenti centralizzati né pompe di calore).

E bastata una parola per essere catapultato dentro quel piccolo mondo antico, apparentemente spento, sempre ricco di sensazioni provenienti dagli abissi del cuore che non dimentica. In questi momenti ci rendiamo conto che la vita è un sogno che facciamo a occhi aperti. Potrebbe avere ragione  Pascoli quando scrive che "il sogno è l'infinita ombra del vero". 

 

Mio nonno, Michele Sarrica, nato a Castelbuono nel 1887.
(Questa foto, facente parte di un documento di riconoscimento, mio nonno l'ha tenuta nel suo zaino di soldato durante la prima guerra mondiale, 1915/18)

Mio padre, Santi Sarrica, nato a Castelbuono il 18 aprile 1913.

Mia madre, Palumbo Vincenza, (alias Nzula) nata a Castelbuono il 12 maggio 1918.

Castelbuono, 1945. Matrimonio dei miei genitori. Sagrato della chiesa di Maria Santissima Assunta, meglio conosciuta come "matrice nuova".

Castelbuono, Matrice Nuova, 1956. Battesimo di mia sorella Maria Teresa.