MISTERO DELLA LUCE

Matrimonio di mia cugina Marietta. Io, accanto a mia madre, col vestito alla marinara. Mio fratello Antonio in braccio a mio padre.

     Una nostra vecchia foto non è soltanto un semplice documento visivo. Per prima cosa richiama alla mente fatti e persone che hanno condiviso parte della nostra vicenda umana. Guardandola ci rendiamo conto del tempo trascorso e di quanto siamo impotenti rispetto al suo inarrestabile fluire. Spesso, quell’attimo rimasto impresso nella nostra memoria si tramuta in dolorosa nostalgia. Nostalgia di quel preciso momento in cui abbiamo fermato il tempo imprigionandolo sulla pellicola, sulla carta fotografica, tra i nostri ricordi. In determinati casi avvertiamo il sacro pungolo della malinconia per quel qualcosa che ci sembrava di avere in pugno, (la vita), e di averla vista scivolare dai nostri calendari senza averla vissuta fino in fondo e con maggiore consapevolezza.

Ci chiediamo, spesso, se il senso di quanto accada o sia accaduto, documentato da un’immagine, abbia una sua logica vitale e funzionale o sia soltanto la rimanenza di un sogno in cui credevamo di essere svegli, padroni del nostro destino, in grado di stabilirne le sue sfuriate o le sue improvvisazioni. 

Guardando una nostra vecchia foto capita di chiedersi se quell’immagine abbia mai avuto un suo momento di vita concreta o sia soltanto l’impronta di un attimo fuggente, una scintilla di luce o un suo riflesso che, volutamente, abbia impressionato la pellicola e la nostra fantasia di reduci del tempo in transumanza, in cammino verso gli altipiani dell’esistenza dove la stessa vita torna a incontrarsi col silenzio e con la madre terra.   

Guardando una nostra vecchia foto parzialmente sbiadita, può capitare di provare il sacro fuoco del rimpianto, lo stesso sentimento che ci proietta in quel tempo ormai consumato in cui credevamo di essere assoluti protagonisti della nostra vicenda terrena, inarrestabili e onnipotenti uomini finiti per sbaglio sulla terra. In questi casi, veniamo assaliti dalla tristezza e dalla malinconia. Sono questi gl’ingredienti principali di un cocktail di emozioni, sentimenti e sensazioni in fermento nel nostro animo di sopravvissuti consapevoli che il tempo è il nostro Caronte, il traghettatore che, drammaticamente, ci avvicina sempre più alla foce dell’esistenza per consegnarci all’eternità.

In una foto è racchiusa l’essenza e il mistero della luce. Tra un fotone e l’altro scivola la vita e l’universo.