DIVAGAZIONE SULLA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO

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         Io credo che la presentazione di un libro sia da collegare al desiderio di voler far conoscere il frutto della propria passione per la scrittura. Con questo gesto, l’autore consegna al futuro la sua opera appena pubblicata. Ecco, dice ogni scrittore, prendete e leggetelo tutti, questo è tutto ciò che di buono e di bello sono riuscito a distillare dai miei sentimenti e dalle mie emozioni. Ne ho fatto essenza da consegnare al tempo, alla  vita e ai potenziali lettori. Tra queste pagine troverete il mio cuore, la mia insonnia, le mie rinunce e la mia arte.

Questo battesimo rappresenta il momento della nascita ufficiale di un libro, il momento in cui la parola incontra i suoi potenziali lettori. Tra questi ci sarà chi l’apprezzerà, chi la esalterà e chi la dimenticherà in un angolo della sua memoria. Non importa se la parte più rilevante del mondo ignorerà questo evento. L’importante per ogni autore è far venire alla luce la propria opera. Quel libro non è solo un insieme di pagine. Rappresenta un suo  legittimo figlio al quale augurare buon viaggio mentre l’affida al mondo. Nessuna controindicazione ferma la sua voglia di paternità. Ogni scrittore, anche il più stimato, sa benissimo che ancora ha molto da imparare e pretendere dalla sue capacità, che ancora non ha scritto l'opera più importante della sua vita, ma sa benissimo che nessuno è in grado di stabilire a priori il destino riservato all’opera dell’uomo, al libro che si accinge a fare i primi passi, a sfidare il tempo, le critiche e le stroncature, proprio ad iniziare da quel battesimo. Nessuno!

Anche le più grandiose opere letterarie dei più famosi e grandi autori spesso finiscono nel dimenticatoio, vittime del tempo e dell’oblio. Questo fa parte del destino di ogni parola, di ogni emozione, di ogni tassello di vita che ogni giorno si aggiunge all’esistenza, proprio come un libro. L’importante però non è il pronosticare la longevità di un’opera ma concepirla, realizzarla, permetterle di venire alla luce. L’importante è affidarla alla vita.

Soltanto il tempo, nostro grande maestro e nostro invincibile tiranno, saprà se incastonare nel suo diadema il piccolo omaggio alla scrittura o ripudiarlo gettandolo nella spazzatura indifferenziata. Soltanto il tempo potrà cancellare le nostre umili impronte anche dal cuore dei nostri attuali estimatori o potrà radicarci nel più profondo impero della letteratura, tra le sue radici sempre verdi e sempre più profonde. La speranza di ogni autore è quella di vedere la propria opera valicare la momentaneità e rimanere tra le opere immortali dei più grandi autori che hanno lasciato al mondo i loro inestimabili tesori.