LETTERA APERTA A UN TURISTA

        Caro amico-turista che vieni a visitare il nostro paese per saziarti di feste, d’orizzonti e di tra­monti, qui tutto ti è concesso purché tu lasci il tutto come l’hai trovato. Dopo di te resteremo noi, suoi figli e suoi custodi, e noi siamo sempre pronti ad accogliere altri amici come te purché ci aiuti a conservare l’armonia di questo piccolo mondo lontano dal frastuono.

       Se quando osservi le colline e la campagna ti domandi quali colori usa la natura per rendere così unico questo presepe, sappi che ogni sfuma­tura è un colpo di pennello inimitabile, unico, dato da vecchi artisti che noi chiamiamo padri, vecchi rugosi che hanno lavorato, sudato e amato questi luoghi e questi alberi come fossero figli.  

    Se quando ascolti le voci che rendono melo­diosa la quotidianità di questo borgo, ti domandi quale poeta e quale musicista le abbiano scritte e musicate per farne un grande coro, sappi che sono le stesse voci nate nelle nostre piazze, nei vicoli e nelle no­stre stradine, le medesime melodie e i medesimi accordi emozionali che il tempo lascia generare tra i suoni dell’esistenza nel rispetto del tempo, della storia e della nostra madre lingua.

   Benvenuto fra noi, in questa valle dove la vita è un dono inestimabile, un alito divino avuto in dote dal padre delle stelle.