CHATTARE

  Chattare è indubbiamente un modo nuovo e  moderno di comunicare. Lo possiamo fare in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. Però dobbiamo ammettere che chattare è una tipologia di comunicazione molto diversa dal dialogare guardandosi negli occhi. Possiamo affermare che trattasi di una comunicazione inespressiva, meno analitica e abbastanza arida. Ho avuto modo di constatare che spes-so, attraverso la chat, non si pervenire a uno scambio dialogico totalmente soddisfacente, completo di tutti quei fattori umani che fungono di ausilio sia per esprimersi e sia per comprendere al meglio le intenzioni reali e i veri sentimenti dell’interlocutore. Di questa mancanza ce ne rendiamo conto con estrema facilità in quanto avvertiamo che alla com-plessità dei fattori che agiscono e intereagi-scono in un dialogo mancano delle impor-tantissime informazioni visive e fonetiche, informazioni preziose che se sapute leggere o interpretare possono andare al di là delle stesse parole. Grazie a questa semplice considerazione intellettuale deduciamo che se oltre alla scrittura avessimo a disposizione altri fattori, quali l’espressione del viso, la postura del corpo, il tono della voce e le sue variegate sfumature, tutte quelle informazioni supplementari alla scrittura sarebbero di grande aiuto per meglio capire le intenzioni dell'altro, quelle non enunciate o non chiarite attraverso la parola scritta.  

     Mi chiedo quanto possa essere valido un consenso affettivo o un dissenso amoroso espressi attraverso questo mezzo cibernetico così immediato e moderno. Quanto può esserci di vero, di parziale o di falso in un rapporto che nasce nel web, filtrato da uno schermo e da una tastiera? Può diventare "amore" anche un incontro virtuale instaurato magari sulle apposite chat dedicate agli incontri o è destinato al fallimento nel momento in cui la virtualità cederà il passo alla realtà?