LA GUERRA: LA SCONFITTA DELL'UOMO

C’è una strage di cui le grandi nazioni occidentali preferiscono non parlare: la strage dei bambini siriani.

     La guerra, di per sé, non è altro che la sconfitta dell’uomo! L’ultima ratio tra la parola e il pensiero! Per ottenere la pace, per raggiungere tale traguardo irrinunciabile, bisogna percorrere qualsiasi strada e ogni sua variante. Bisogna perseverare nel dialogo anche quando sembra che tutte le possibilità siano state vagliate, analizzate, percorse e soppesate. Bisogna andare oltre ogni chiusura, ogni minaccia! C’è sempre una parola, una goccia d’acqua, un alito di vento in grado di far rivivere la speranza! Soltanto chi vuole la pace e la desidera parla di vie percorse e sentieri ancora percorribili!

     Molti ambiziosi, esagitati, non parlano di possibilità: ricattano, mostrano i muscoli, si ergono a difensori del mondo, della pace stessa e della democrazia! Al culmine delle loro frustrazioni, dichiarano le guerre per scongiurare le guerre! Diventano terroristi per combattere il terrorismo!

     Questi superominidi, con gli arsenali stracolmi e i laboratori di ricerca sempre aperti per meglio affilare le armi e per meglio distruggere la vita e ogni sua forma, accusano gli altri popoli, magari molto più deboli e meno sviluppati dal punto di vista economico, di tentare di emularli nella fabbricazione di ordigni di distruzione di massa! È come accusare dei bambini di possedere una pistola ad acqua, possibilmente acquistata nei loro bazar della morte e, per tale motivo di possesso, degni di essere sterminati. Il popolo, spesso obnubilato dalla loro oratoria, inizialmente li acclama “salvatori”, salvatori della Patria! E quando il popolo comprende, di solito è troppo tardi! E così, questi "eroi", con il loro atteggiamento retorico ed enfatizzato, riescono a santificare anche le loro opinioni di sterminio spacciandosi per mansueti, rispettosi della vita e delle leggi!

     Altri politici, i più subdoli, i camaleonti camuffati da perbenisti ad oltranza, parlano soltanto per ascoltare la loro voce, per dar vita alla loro arte oratoria appresa nelle varie scuole politiche, più o meno occulte, abbarbicate al potere e ai potenti di turno. Questi signori, venditori di aria fritta, amano parlare di famiglia, di valori, di libertà! A volte sembrano così convincenti che gli affideremmo anche la nostra anima! Questi sono i più pericolosi perché sanno quello che dicono e quello che fanno!

    I più spocchiosi, i viscidi, i politici per vocazione o per eredità, si parlano addosso masticando magari una chewing! Puntano il dito, accusano, parlano di dati statistici, di occasioni perdute, di possibilità di ripresa a patto e condizione che la ripresa inizi con la loro ascesa al potere. E pur di ottenere il potere o di mantenerlo, rivolterebbero la terra o rinnegherebbero la loro madre. Sarebbe opportuno mandarli a zappare per fargli provare cosa vuole dire lavorare, sudare, guadagnarsi la vita! Come immortali narcisisti se ne stanno a sfogliare la classica margherita per sapere se “sparare o non sparare? Questo ciarpame dell’umanità, mentre progetta e appiana le mosse e contromosse, chiude le autostrade del pensiero, del dialogo, della buona volontà e si trincera dietro la retorica e i carri armati. 

    Il mondo è stanco di essere governato da simili cialtroni, da simili dittato-runcoli cresciuti a pane e nutella, da simili politicanti sempre col dito sul grilletto e la mano sui testi sacri per meglio camuffare l’arroganza con la fede e la religiosità. Questi sono, semplicemente, dei criminali!

     Sappiate che i nostri figli non li abbiamo voluti per mandarli al macello, né li cresciamo per mandarli a osannare la crudeltà dei parassiti come voi. Nessuno, per quanto eletto regolarmente dal popolo sovrano, si può arrogare il diritto di calpestare una formica! Nessuno!