PENSIERO DEL LADRO RICONOSCENTE

     Lo so, cari amici, che questa non è Giustizia, ma istigazione a delinquere. Difatti, io sono ladro non per vocazione o per discendenza, ma per colpa del governo ladro che non mi ha saputo dare il buon esempio! Comunque, anche se c’è la crisi e i portafogli sunnu quasi tutti vacanti, io non mi posso lamentare. Male che mi vadano gli affari, sono cautelato dalla legge. Se per esempio vengo ferito durante un furto o durante una rapina, mi spetta una cospicua ricompensa che nemmeno se avessi lavorato per 40 anni avrei potuto prendere di buonuscita. Quindi, cornuto chi parla male di questo governo!

     Noi, disoccupati per scelta e per vocazione, che ci arrangiamo per campare alla grande, abbiamo fatto un contratto di mutuo consenso con lo Stato. Io, ladro, non ti chiedo più un posto di lavoro, ma tu, Stato, mi devi fare l’assicurazione sulla vita dove si dovrà prevedere un equo indennizzo in caso di mio ferimento o d’invalidità permanente acquisita durante l’esercizio delle mie funzioni. Se per disgrazia qualche testa caura non si lassa arrubbari bonariamente e oppone resistenza, io sono in diritto di farlo stare buono, con le buone o con le cattive. E se pi disgrazia il derubato stronzo mi dovesse ammazzare, pazienza, dei benefici che dovrebbero spettare a me ne godranno i miei eredi, ai quali lascerò i miei attrezzi di lavoro e i miei insegnanti.

P.S. Da qualche mese in qua la legge sulla legittima difesa è cambiata e in peggio. E anche se io non conosco i nuovi articoli e i nuovi comma e commini, per me non è cambiato quasi nulla: ladro ero e ladro sono rimasto, ma con diritto alla pensione e all’accompagnamento.