I GIOVANI E LA POESIA di Francesca Mazzola

     Spesso crediamo che i ragazzi, presi e compresi, fondamentalmente, dalle loro problematiche adolescenziali ed esistenziali, siano privi d’interessi. Pensiamo che siano soltanto coinvolti ad esibirsi nei social networks, a fare gli eroi nei videogiochi, ad ascoltare musica dai lettori MP3, a seguire le evoluzioni tecnologiche degli iPhone e degli Smartphone, per cui tutto ciò dimostra quanto siano superficiali, vuoti, incapaci di percepire l'arte in genere e la poesia nello specifico.  

   Dovremmo ammettere, noi adulti, che a volte non tentiamo nemmeno di coinvolgerli, adeguatamente, in attività specifiche che richiedono un'attenzione particolare collegata strettamente alle proprie emozioni, ai loro sentimenti, al loro mondo interiore in fermento evolutivo. I ragazzi evidenziano una certa difficoltà nel connettersi con tutto ciò che proviene dall’esterno e con buonaparte di ciò che hanno dentro, ideali compresi.  Sembrano annoiati, scocciati quando si ritrovano davanti a un'opera d'arte, un libro da leggere, uno spettacolo teatrale ritenuto impegnativo.  

     Nella progettazione di un percorso poetico o teatrale, si dovrebbe valutare bene il complesso degli elementi della realtà che viviamo considerando il contesto specifico. È importante valutare bene anche le caratteristiche di ogni ragazzo, com’è importante offrire a tutti la possibilità di esprimersi spontaneamente senza cadere nella banale pedissequa retorica che tende ad annoiare e non aiuta all’ascolto né ispira la creatività e la curiosità.  (Esempi da evitare: cosa vuole dirci il poeta in questa poesia? Che messaggio lancia all’umanità? Quali sono le caratteristiche dei versi? Quali sono gli ossimori, le metafore e le figure retoriche che ritroviamo in questo testo? etc.…)

     La base di ogni percorso didattico-educativo è innanzitutto la comunicazione, la relazione. Un approccio intrigante è determinante e proficuo, come pure il confronto dialettico e l'apporto personale nel cogliere i disagi e i messaggi, verbali e non, del ragazzo. È chiaro che, dal punto di vista didattico-educativo, non esiste una formula magica valida per tutto e tutti, ma una continua ricerca, rapportata alla variegata preparazione e alle esigenze dei soggetti con cui ci si approccia. Ritengo importante iniziare anche da attività pratiche e ludiche per far emergere pensieri, interessi ed emozioni. Lanciare degli input, creare un feeling stimolante.

     I ragazzi, più di quanto noi possiamo immaginare, se coinvolti adeguatamente rispondono splendidamente e sono in grado, per quanto riguarda ad esempio la poesia, di esprimere pensieri, emozioni, commozioni, sentimenti e interessi con parole nuove e altamente poetiche e sono pronti a cogliere gli stimoli che provengono dal di fuori, dal mondo esterno. Quindi, intraprendere un approccio diverso con l'arte, senza enfatizzazioni o limitazioni. Se l’interlocutore-insegnante è in grado di far loro intendere che la poesia è passione, libertà, emozione, creatività, allora i ragazzi riusciranno ad aprirsi a se stessi, al mondo e ad allargare i propri confini mentali, spirituali, creativi.