LA NOSTRA STORIA D'AMORE (A Francesca)

     Guardare il tuo sorriso è come osservare un fiore che sboccia. Rimango incantato dinanzi alle tue labbra bagnate di rugiada. Sembrano petali di rosa su cui scivola la luce che accompagna le comete. I nostri cuori, incastonati nella corteccia del tempo più maturo, sembrano galas­sie smarrite nell'universo dei misteri. Ricordi il nostro tempo di amuleti? Sembravamo il giorno e la notte, l'alba e il tramonto. Sembravamo stelle che non si sarebbero mai incontrate in nessun orizzonte, in nessuna ipotesi di vita, luce immaginata, luce che mai avrebbe dipinto la nostra unica strada, la nostra casa, la nostra vicenda di timidi scolari sempre desiderosi di baci e di sospiri. I nostri desideri sembravano pianeti distanti anni luce e poi, come per magia, abbiamo generato il sole e siamo diventati una galassia.

     Forse, mentre sto immaginando le tue mani, io non esisto o forse sono troppo vivo. Forse non ci sei nem­meno tu al di là della mia programmata fantasia di uomo innamorato, o forse sei soltanto l'ombra della mia ragione andata in tilt. Eppure io amo il tuo pensiero, quel mistero che celi dentro l’anima quando mi guardi quasi per domandarmi se ti vedo, come se nei miei occhi scorgessi degli abissi e del tormento, l'unico tormento dei miei ritornelli più ossessivi che sanno di paura, paura di perderti senza averti avuta fra le braccia fino a morirne di felicità. 

     Sei troppo vicina al delirio delle mie emozioni, troppo lontana all'insolente  smania di averti sempre accanto fino a nausearti del mio sguardo. Sei più bella di come ti avrei dipinto se soltanto fossi stato degno di tenere in mano una matita, un pennello o una tavolozza.

     Sei più evanescente della luna mattutina, molto più vera di un poema scritto per osannare il vento che si struscia tra i capelli per impregnarsi della tua essenza, del tuo profumo di donna finita nel mio olimpo, quasi per coincidenza o forse per un premio del destino.

     Sei cielo e terra, alito di vita e filo d’aquilone, l’aquilone finito tra le speranze del mio tempo di uomo, uomo appena nato, uomo appena vivo, uomo. Il mio sogno d’amore ha i colori spensierati di una farfalla e il profumo inebriante della zagara dei limoni siciliani. Sapessi, amore, com’è difficile respirare senza te.